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Paola e la fame di vivere

Un anno e mezzo fa ho scoperto di avere un tumore maligno al seno per caso poiché mesi prima un’ecografia mi aveva rassicurata che si trattava di una sciocca mastite.

Comincia così il crepuscolo ma dura poco perché solo 15 giorni dopo apprendo che ho già metastasi polmonari, ossee, epatiche e linfonodali.

E diventa buio: “non operabile, non guaribile” mi dicono gli oncologi “tuttavia faremo il possibile per consentirle di vivere il più a lungo possibile e nel miglior modo possibile”.

Chemioterapia per 6 cicli e terapia biologica per sempre (almeno finché funziona).

Comprendo che la metafora “facile come bere un bicchiere d’acqua” per una persona in chemioterapia non calza neanche un po’.

Tutto è disgustoso e/o fonte di dolore e l’acqua non fa eccezione. Ma anche questo si supera e così è stato, benché gli strascichi fisici ed emotivi si sono prolungati per mesi.

Soltanto dopo aver conquistato un po’ più di benessere mi sono detta che dovevo fare qualcosa, che quando capitolerò di fronte a questo nemico infimo e crudele vorrò poter affermare di avergli reso la vittoria ardua.

Dunque comincio a seguire un allenamento sportivo con il supporto di una personal trainer e mi affido alle indicazioni alimentari della nutrizionista Dr.ssa Ferrari.

Certamente proseguo le mie terapie ormonali e biologiche ma ho la percezione che il mio nemico ne risenta di questa iniziativa pro vita.

La tac Total body conferma, la malattia è in regressione, i marcatori tumorali, dopo due mesi di alimentazione sana, sono scesi sotto i valori soglia (alla diagnosi il Ca 15-3 era 670 ed ora 27).

Ho perso quasi 10 kg in 6 mesi e vedermi di nuovo asciutta, per me che sono sempre stata una gran vanitosa, mi esalta. Non è solo migliorato il tono fisico ma anche quello psicologico e non si può affrontare un nemico gigante senza un buon assetto mentale.

Ho imparato così a saziarmi di momenti belli perché c’è una sola condizione che non è mai mancata ed è la fame di vivere.

Paola