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Ortoressia: l’ossesione del mangiare sano

Quell’incontro fu lungo, durò 2 ore e in quel tempo Debora mi raccontò le sue convinzioni nutrizionali, convinzioni che aveva sviluppato negli anni grazie anche ad alcuni esemplari. Sapete, esistono dei personaggi, anche abbastanza televisivi, che parlano di sana alimentazione creando “i buoni e i cattivi cibi” e quelli cattivi non vanno neanche nominati. Questi personaggi pensano di detenere la VERITÀ e anche davanti all’evidenza contraria, non mollano. Hanno sposato una tesi e per trovare conferma a quella tesi si venderebbero la moglie e i figli. Questi personaggi esistono ed esistono delle brave persone che finiscono nella rete.

ortessia ossessione mangiare-sano

Credetemi, in 2 ore, cercai in tutti i modi e sempre con estrema gentilezza di convincere Debora a guardare le cose in modo diverso, le spiegai che nessuno può detenere la verità su un tema così complicato e che se lei stava male e sempre peggio, poteva fare un passo indietro, poteva darsi una possibilità diversa, poteva e doveva ascoltarsi. Lei però mi guardò con gli occhi gonfi e mi disse: “non posso neanche immaginare di cambiare una virgola, vorrebbe dire che in tutti questi anni ho sbagliato. In questo tempo mi sono messa contro tutti e tutto, ho cambiato la mia vita in funzione delle mie necessità nutrizionali, sarebbe una sconfitta che non posso pensare di vivere”.

In quel momento capii che non potevo fare nulla, era tardi, le diedi le ricette, l’aiutai per quel poco che potevo fare. Mi misi paura, capii fin dove può arrivare una devozione verso una persona o verso proprie convinzioni, si arriva a tradire quello che il corpo ci implora e ci urla, si arriva a tradire se stessi, si arriva a morire con quelle convinzioni.

Si chiama ortoressia, ed è sempre più diffusa. È una patologia caratterizzata dall’avere dei pensieri ricorrenti e intrusivi riguardo “l’alimentazione sana” ed è associata ad un controllo serrato (una compulsione) che diventa molto invasivo su quella che è la libertà e la vita di tutti i giorni. Si arriva fino a non uscire più di casa per avere paura di essere contaminati da cibi inquinati e inquinanti. L’alimentazione diventa selettiva e restrittiva, il risultato è drammatico.

ortoressia nervosa alimentare

Voglio dirvi questo e non mi stancherò mai di ripeterlo: l’alimentazione è a nostro servizio, ci permette di fare grandi cose in ambito fisio-patologico. Tutti noi dovremmo tendere verso una alimentazione che faccia anche prevenzione, ma con gioia, cercando di raggiungere un equilibrio senza sfociare in rigidità.

Anche nei periodi in cui ci è richiesta una maggiore adesione a una dieta per problematiche X, occorre sempre farlo con entusiasmo e con la voglia di migliorarsi altrimenti è meglio lasciare stare e assumere un atteggiamento più morbido nei confronti del cibo. Il cibo è convivialità, è bellezza, è gusto, è cura e l’alimento cosiddetto sano lo è davvero se lo vivo con gioia, altrimenti diventa nocivo e triste.

Trattamento Ortoressia

Se hai bisogno di una consulenza alimentare per affrontare e superare questo disturbo comportamentale, puoi rivolgerti a me. Cercheremo di risolverlo insieme.

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alimentazione in primavera

Cosa mangiare durante la Primavera

Marzo è il mese in cui ha inizio la Primavera, come sempre sotto il segno dei Pesci, l’ultimo, più mutevole e mobile dello zodiaco, non a caso coincidente con il cambio di stagione più significativo e complesso dell’anno.

Marzo pazzerello, si diceva una volta, a sottolineare un generale stravolgimento, l’intera Natura ad esserne coinvolta: mentre si allontanano freddo, umidità e la malinconia tipica dell’Inverno, in un clima finalmente temperato i campi riprendono colore, gli uccelli affollano cielo e alberi, gli animali di terra si accoppiano e le farfalle fecondano i fiori.

Uno stravolgimento e allo stesso tempo riassestamento, la fine di qualcosa e un nuovo inizio, un contadino che semina a rappresentare al meglio l’idea di una rinascita che non può non partire dalla più generosa delle madri.

primavera cibo

Come fuori così dentro…

Un nuovo inizio al quale tutti siamo chiamati a partecipare, approfittiamo quindi della spinta vitale di cui è pregno il cosmo per porre basi concrete alla realizzazione dei nostri progetti: è tempo di relazionarsi agli altri e al mondo, alleggerire la mente dai pensieri e rinvigorire il corpo.

Pulizie di Primavera anche per noi, insomma, affrontando e tentando di risolvere i disturbi che proprio all’inizio di questa stagione si manifestano, e non per caso: natura in tumulto, radicale cambiamento delle condizioni climatiche ( temperatura, pressione, umidità ), come potremmo non risentirne? Assolutamente fisiologico che anche al nostro interno si verifichi un “riassestamento” che porterà in breve ad un nuovo equilibrio.

Durante questa riorganizzazione le tossine accumulate durante l’Inverno vengono eliminate determinando appunto quei malesseri – senso di stanchezza, raffreddore, acidità di stomaco e altro – che paradossalmente devono essere letti come segni benefici di liberazione dalle impurità accumulate.

erbe selvatiche primavera

Aiutiamoci a farlo senza ricorrere a farmaci. Come?

Partendo dal cosiddetto “secondo cervello”, l’intestino: la nostra salute psico-fisica non può prescindere dal benessere dell’apparato digerente, ed è la natura, anche in questo caso, che ci viene in soccorso offrendo soluzioni adeguate. Ecco qualche piccolo consiglio:

  • Raccogliamo le erbe selvatiche (solo se siamo capaci di riconoscerle senza sbagliare) – tarassaco, cicoria selvatica, ortica – erbe amare che secondo le antiche medicine aiutano il fegato a disintossicarsi.
  • Beviamo l’acqua di cottura delle verdure: lo facevano i nostri nonni, non sprecando davvero nulla. Pur non avendo nozioni scientifiche conoscevano i benefici che ne avrebbero tratto.
  • Mangiamo poco, soprattutto verdure: è un ottimo momento per alleggerirci con verdure di stagione. Un bel pinzimonio con carciofi, carota e sedano non è male. Poca frutta: guardiamoci intorno, vediamo albicocche, pere, pesche o altro? Quindi, per la stagione della frutta, aspettiamo ancora un poco.
  • Eliminiamo gli alimenti che sappiamo essere di ostacolo alla digestione e prepariamo i cibi usando metodi leggeri di cottura ( vapore, saltati in padella ) e usiamo poco forno e lessatura.
  • Aspettiamo il sole e facciamo delle belle passeggiate: mare, montagna, collina. Il sole ci aiuterà a sintetizzare la vitamina D, fondamentale per fissare il calcio alle ossa. Il sole, insieme ai colori e ai profumi ci metterà sicuramente di buon umore.

Siamo parte di un tutto e allora… come fuori, così dentro.

Percorso alimentare in Primavera

Se vuoi sfruttare appieno l’energia che trasmette la primavera, puoi farlo anche e soprattutto grazie a ciò che mangi. Sono a disposizione per consigliarti e sviluppare un piano alimentare personalizzato, durante il periodo primaverile, in base al tuo stile di vita.

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nutrizione dieta mediterranea

Dieta Mediterranea come Patrimonio Culturale

Per certi versi, l’origine della Dieta Mediterranea è antica quanto la stessa agricoltura. Le sue radici sarebbero da ricercare, ben diecimila anni fa, nella cosiddetta Mezzaluna fertile, in Medio Oriente, da cui alcune colture si diffusero nel Mediterraneo.
Furono i Greci a darle la forma che, grosso modo, è stata tramandata fino a noi con la classica triade frumento, olio e vino, adottata poi da Etruschi e Romani.

Da un punto di vista culturale il concetto di dieta mediterranea è stato sviluppato dal biologo e fisiologo statunitense Ancel Keys a metà del 1900.

Venuto in Italia durante la seconda guerra mondiale al seguito dell’esercito alleato – a lui è legata la formulazione della Razione K, che costituì la base per l’alimentazione dei soldati americani – incantato dalla bellezza del Cilento, alla fine del conflitto si trasferì a Pioppi, villaggio di pescatori del comune di Pollica, acquistando casa e rimanendovi per 28 anni.

alimentazione dieta mediterranea

In quella che lui stesso definirà sua terra di adozione esaminò a fondo le abitudini alimentari della popolazione del luogo, giungendo alla conclusione che la Dieta Mediterranea apportava benefici alla salute, in particolar modo nella prevenzione di gravi malattie, prime fra tutte le cardiovascolari. Keys stesso deve averne tratto giovamento, se è vero che ci ha lasciato nel 2004, alla rispettabile età di 101 anni.

Lo scienziato si fece promotore dell’ampio programma di ricerca noto come Seven Countries Study, basata sul confronto dei regimi alimentari di 12.000 persone, di età compresa tra 40 e 59 anni, sparse in sette Paesi del mondo (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia). I risultati dell’indagine non lasciarono dubbi: la mortalità per cardiopatia ischemica (infarto) è molto più bassa presso le popolazioni mediterranee rispetto a paesi, come la Finlandia, dove la dieta è ricca di grassi saturi (burro, strutto, latte e suoi derivati, carni rosse).

dieta mediterranea completa

Il paese in assoluto a dare il risultato migliore fu la Grecia. Basata sull’alimentazione delle popolazioni rurali dell’isola di Creta, la dieta comprendeva verdura fresca, legumi in abbondanza, olio extravergine di oliva, pesce, uova, pollame, feta (il formaggio salato a bassissimo contenuto di lattosio), vino rosso e pane integrale. Di non secondaria importanza era il tipo di attività lavorativa che si svolgeva all’epoca: le persone erano prevalentemente agricoltori e pescatori, dunque praticavano una intensa attività fisica. I cittadini cretesi osservavano ogni anno 180 giorni di semi-digiuno in ossequio ai precetti della religione ortodossa e in questi giorni consumavano solo prodotti di origine vegetale con l’esclusione del vino.

E allora c’è da chiedersi: cos’è realmente la dieta mediterranea?

Evidentemente non è pane, pasta e pizza ma È UNO STILE DI VITA, costituita da elementi che dovrebbero appartenere al vivere quotidiano: combinazione di prodotti locali (frutta fresca e secca, olio extra vergine di oliva, legumi ogni giorno, pesce, verdure, cereali integrali, vino, pollame e uova, feta, erbe selvatiche e aromatiche), semi-digiuno, varietà di prodotti stagionali, esercizio fisico, clima favorevole, piacere della socializzazione celebrazioni delle tradizioni, condivisione del cibo e dell’ospitalità.

L’Unesco – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura – ha nel 2009 riconosciuto la Dieta Mediterranea Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. E’ riconosciuta come eccezionale e universale in termini di contributo culturale, storico e sociale dell’umanità. E’ un sistema che alimenta il dialogo interculturale. Italia, Spagna, Grecia e Marocco hanno il compito di mettere in campo energie volte a salvaguardare e a trasmettere i contenuti e la consapevolezza della dieta mediterranea.

Comincia subito un percorso alimentare equilibrato

E’ fondamentale scegliere un piano alimentare personalizzato, l’alimentazione cambia da persona a persona. Ognuno di noi ha un metabolismo diverso, stili di vita differenti, predisposizioni, intolleranze, allergie e patologie diverse.

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