mani che aiutano una persona affetta da alzheimer

Alzheimer e Diabete Mellito di tipo 3 (DMT3)

Il diabete è una patologia che sta aumentando in tutto il mondo e il suo incremento è preoccupante, così come quello di altre patologie cronico-degenerative come le demenze, il cancro, le cardiovascolari e altre ancora. Nel 2019 i diabetici erano circa 463 milioni in tutto il mondo e le stime future non sono  rassicuranti: si prevedono circa 700 milioni di diabetici nel 2045. Leggi tutto

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dieta paleo

L’Ambiente

Le tipologie di diete che si conoscono oggi sono davvero tante: non so se vi è mai capitato di fermarvi nel reparto di una libreria dedicato ai libri sulle diete:  la dieta mediterranea, la dieta paleo, vegana, vegetariana, Atkins, chetogenica e via dicendo. Qualsiasi dieta si segua dovremmo sempre cercare di non idealizzarla e di non farla diventare LA DIETA, l’unica e imprescindibile. Occorre mantenere un pensiero critico, scevro da ideologie o credenze. Vorrei con questo articolo proporre alcune riflessioni. Leggi tutto

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Esperienza con la nutrizionista

La mia esperienza con la Dott.ssa Emanuela Ferrari

La mia esperienza con la Nutrizionista

Ciao a tutti! Questa è la mia esperienza con Emanuela Ferrari, che non smetterò mai di ringraziare!

Sono mamma di un bimbo di 11 anni. Mio figlio ha sempre mangiato tutto e non ha mai avuto problemi di salute. 

A novembre ha iniziato a stare molto male. Per tre mesi ha vomitato acqua fino anche a 30 volte al giorno. Sono andata subito dal pediatra che, dicendomi che voleva escludere immediatamente le cose più gravi, gli ha fatto fare una visita oculistica d’urgenza per controllare il fondo dell’occhio. Per fortuna, tutto bene. 

Analisi e Ricerche

Poi abbiamo fatto diverse analisi, tutte perfette. A quel punto il pediatra ci ha detto di andare al pronto soccorso e lì hanno fatto risonanza magnetica, eco-addome, altre analisi del sangue. Tutto perfetto.

Ne usciamo con due impegnative, una per visita neurologica e una per visita dal gastroenterologo, più una possibile diagnosi: sindrome del vomito ciclico. La neurologa ha smentito subito la diagnosi del PS e ha ipotizzato cefalea. Ci ha detto di provare con il Nurofen, ma non è cambiato nulla.

Gastroenterologo e psicologo

Il gastroenterologo del Bambin Gesù ha fatto una visita molto sbrigativa al termine della quale ha dichiarato che Marco aveva bisogno di uno psicologo. Al mio racconto, il pediatra ha strabuzzato gli occhi perché non sapeva cosa aveva Marco, ma di sicuro non era un problema psicologico. Quindi mi ha rifatto un’impegnativa e a quel punto siamo andati all’Umberto I. 

Lì abbiamo fatto lastra al digerente con bario (tutto ok) e gastroscopia dove è venuto fuori che c’era bile nello stomaco. Il mio pensiero, da ignorante, è stato che potesse essere per i tre mesi di vomito continuo.

Per il gastroenterologo invece era la causa e il cocktail tra bile e succhi gastrici dava come risultato un vomito limpido, trasparente, inodore e neutro (l’ho pure misurato con le cartine tornasole).

Ho chiesto se fosse il caso di andare da un nutrizionista. “No, non serve. Prenda questo.” Mi dà un foglio con alimenti da evitare e aggiunge: “Questo è per adulti. Lui è un bambino, quindi lo segua solo indicativamente”. 

Finalmente dalla Nutrizionista

Dentro di me nasce un punto interrogativo misto a parolacce grande come una casa, ma il gastroenterologo è lui, mi pare brutto contraddire. Prescrive due settimane di inibitori di pompa nelle quali Marco continua a vomitare come niente fosse.

Nel frattempo però mi decido (magari lo avessi fatto prima) e vado da Emanuela Ferrari, la quale fa fare a Marco il Breath Test per il lattosio che risulta positivo. Iniziamo la dieta e Marco smette di vomitare.

Subito, appena tolto il lattosio.

Iniziamo anche la psicoterapia perché, tra quello che ha passato e la pandemia che stiamo vivendo, sicuramente può solo fargli bene. E così è stato. 

La fine dell’incubo

Emanuela ci ha dato prima una dieta stretta eliminando anche cose che con il lattosio non c’entravano nulla, ma che contribuivano ad affaticare lo stomaco.

Cucinando piatti semplici e con controllo massimo sugli ingredienti, ci siamo accorti che anche il pomodoro gli faceva male. Lì Emanuela ci ha rassicurati, ipotizzando che dovesse eliminarlo solo per un periodo.

Dopo 5 mesi dall’inizio della dieta, Marco ha reintegrato tutto, anche i pomodori. Ovviamente continua a non mangiare nulla contenente il lattosio. 

Deve evitare anche gli alimenti derivati dal latte ma con la scritta “senza lattosio”, perché anche la minima percentuale contenuta gli fa male.  Una volta al mese, quando Marco ha proprio voglia di qualcosa che contiene latte, prende la lattasi e si toglie lo sfizio!

La mamma di Marco

CONTATTAMI QUI

Se hai letto fino a qui, mi fa piacere e ti ringrazio per avermi dedicato il tuo prezioso tempo!

Ti ricordo che se vuoi prenotare un’appuntamento in studio puoi contattarmi subito. 

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helycobacter pylori alimentazione corretta

Helicobacter Pylori e Alimentazione

Helycobacter Pylori? L’alimentazione rappresenta il primo fondamentale intervento

Helycobacter Pylori è un batterio che vive nel nostro stomaco, nei pressi della mucosa gastrica che lo riveste. La  “convivenza” inizia a compromettersi quando il terreno su cui questo batterio vive è infiammato e, in questa condizionali batterio prolifera in maniera eccessiva e dannosa, manifestando la sua presenza con sintomi diversi.

Dott.ssa Emanuela Ferrari

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Helycobacter Pylori? L’alimentazione rappresenta il primo fondamentale intervento

Helycobacter Pylori è un batterio che vive nel nostro stomaco, nei pressi della mucosa gastrica che lo riveste. La  “convivenza” inizia a compromettersi quando il terreno su cui questo batterio vive è infiammato e, in questa condizionali batterio prolifera in maniera eccessiva e dannosa, manifestando la sua presenza con sintomi diversi.

Dott.ssa Ferrari

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Ripeto che l’ helicobacter pylori è un batterio che vive nel nostro stomaco e colonizza quest’organo già nelle prime fasi di vita.

In condizioni di equilibrio del microbiota intestinale, gastrico e del sistema immunitario helicobacter pylori non ci crea nessun problema.

Quando helicobacter pylori comincia a proliferare in maniera eccessiva iniziano i problemi che sono segnalati da alcuni sintomi particolari, quali:

  • Esofagiti da reflusso,
  • Gonfiore di stomaco,
  • Gastriti,
  • Problematiche varie di stomaco
  • Addirittura tumore gastrico.

In condizioni di eccesso di proliferazione, helicobacter pylori comincia a produrre delle tossine che vanno a inibire la produzione di muco. Il muco è una sostanza importantissima per lo stomaco perchè protegge la mucosa e l’organo dai succhi gastrici.

Quindi si può andare incontro a delle erosioni della mucosa, a problemi di gastrite e a un eccesso di acidità. Inoltre l’eccessiva produzione di helycobacter pylori non permette più allo stomaco di prelevare la vitamina C da sangue e incamerarla nel lume dell’organo.

helycobacter pylori alimentazionePerchè helycobacter pylori inizia a proliferare in maniera esagerata?

La risposta e nel nostro stile di vita, nella gestione dello stress e nell’alimentazione. Quindi vi consiglio di consultare il vostro medico e rivolgervi ad un nutrizionista per migliorare la vostra alimentazione.

Tutti questi disturbi dovuti alla proliferazione dell’ helicobacter pylori, possono assolutamente migliorare con un cambiamento dell’alimentazione e una buona gestione dello stress.

Sono a disposizione per una consulenza personalizzata anche online, per qualunque info contattatemi pure. 

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alimentazione-come-terapia-sipnei

L’alimentazione come terapia

Gli incontri scientifici della SIPNEI Lazio

La ricerca scientifica degli ultimi anni ha documentato che l’alimentazione non solo è efficace nella prevenzione e nel mantenimento della salute, ma è anche un fondamentale strumento terapeutico per le più diverse patologie, nervose, mentali, cardiovascolari e metaboliche, allergiche e autoimmuni, oncologiche, gastrointestinali, dermatologiche.

In questa Conferenza, che fa parte del ciclo di incontri scientifici gratuiti organizzati dalla sezione Lazio della Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia, verranno presentate le evidenze scientifiche sulla dietoterapia di alcune patologie a largo impatto.

DOVE E QUANDO

30 Novembre 2019 › ore 09:00-13:00
Aula magna Facoltà Valdese
Via Pietro Cossa, 42 – Roma
Evento gratuito aperto a tutti

PROGRAMMA

  • 9.15-10.00 › L’alimentazione nella terapia dei disturbi dell’umore e nelle psicosi › Francesco Bottaccioli, psicologo neurocognitivo, Università dell’Aquila e di Torino, Presidente on. SIPNEI
  • 10.00-10.45 › La dieta chetogenica nella terapia dei disturbi neurologici › Cherubino Di Lorenzo, medico neurologo, Università di Roma “La Sapienza”, Polo Pontino
  • 10.45-11.00 › Pausa
  • 11.00-11.45 › La dieta chetogenica nella terapia dei disturbi cardiovascolari e metabolici › Anna Giulia Bottaccioli, medico internista, Università “San Raffaele” Milano e “D’Annunzio” Chieti, SIPNEI Lazio
  • 11.45-12.30 › L’alimentazione nella malattia celiaca Emanuela Ferrari, biologa nutrizionista, dottore di ricerca in biologia cellulare e molecolare, Università di Roma Tor  Vergata, SIPNEI Lazio
  • 12,30-13.00 › Dibattito e consegna attestati di partecipazione
evento-alimentazione-come-terapia

È previsto l’accreditamento ECM.
La sala ha posti limitati, è opportuno iscriversi:
segreteria.sipnei@gmail.com

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come gestire lo stress

Cos’è lo stress?

Lo stress è una risposta biologica antica quanto l’uomo, è un fenomeno naturale che ci permette di affrontare molte situazioni della vita quotidiana (un esame, una competizione, un colloquio di lavoro, un appuntamento galante). Lo stress è il “sale” della vita. Leggi tutto

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test per disbiosi intestinale nutrizionista

TEST PER LA DISBIOSI? Si grazie

La cattiva digestione è la radice di tutte le malattie (Ippocrate, V secolo A.C.)

Quando si parla di  “MICROBIOTA UMANO” ci si riferisce all’insieme di tutti i microorganismi che vivono in simbiosi con il corpo umano. Non solo batteri, ma anche funghi, virus, protozoi e parassiti.

Le cellule microbiche sono circa 100 trilioni, 10 volte quelle che compongono il corpo umano, ci sarebbe quasi da chiedersi: “chi ospita chi?”. I geni umani sono circa 30.000, quelli microbici circa 3 milioni (il loro genoma è almeno 100 volte superiore al nostro) e gran parte dei loro geni sono messi a disposizione per svolgere funzioni per noi vitali. Solo a livello intestinale troviamo 1000-2000 specie microbiche diverse.

Eubiosi e disbiosi intestinale: cosa si intende?

Il termine eubiosi deriva dal greco, “eu: buono – bios:vita”, ossia “buono per la vita”, “benefico per l’organismo”. Un buon equilibrio e funzionamento del microbiota viene definito eubiosi intestinale. Se abbiamo un intestino eubiotico molto probabilmente godiamo di una buona salute, manteniamo in buon equilibrio il sistema immunitario e quindi ci ammaliamo poco, dormiamo bene, ci sentiamo in salute.

Disbiosi

Per disbiosi (“dis:cattivo”) si intende una alterazione quantitativa e qualitativa delle varie specie microbiche che popolano l’intestino.

La disbiosi intestinale si può manifestare con un ampio ventaglio di sintomi, anche extra-intestinali:

  • Cattiva digestione e alterazione del transito intestinale (stipsi, diarrea, gonfiore, meteorismo, alitosi, flatulenza, tensione addominale, dolore addominale, nausea, vomito)
  • Suscettibilità alle infezioni dovuta a una diminuzione delle difese immunitarie
  • Probabilità di micosi nell’intestino come ad esempio candidosi, cistiti e vaginiti nella donna
  • Disturbi di carattere generale come nervosismo, disturbi del sonno, ansia, stanchezza, astenia e cambiamenti dell’umore

Disbiosi fermentativa e putrefattiva

In linea generale possiamo dire che esistono due tipi di disbiosi: fermentativa e putrefattiva.

Nel primo caso vi è una sovracrescita batterica di tipo fermentante i carboidrati e povera di frutta e verdura, nel secondo caso sono coinvolti un eccesso di microbi che metabolizzano le proteine e i composti azotati ed è quindi favorita da un dieta troppo ricca in proteine, grassi saturi e molto povera di fibre.

È possibile eseguire un test per la disbiosi che ci aiuti a differenziare il tipo di disbiosi (fermentativa o putrefattiva), se presente. Il test per la disbiosi intestinale si esegue facendo una analisi su un campione di urina e andando a verificare la quantità di due metaboliti del triptofano, l’indicano e lo scatolo

Livelli di Indicano e scatolo

test disbiosi nutrizionista

La concentrazione di indicano riflette la presenza di fenomeni putrefattivi ad opera di alcuni tipi di batteri (Proteus e Klebsiella).

Il processo putrefattivo da luogo alla formazione di sostanze endotossiche (ammoniaca, scatolo, indolo, fenolo) che possono risultare tossici per il fegato. Indolo e scatolo sono altresì responsabili dell’odore delle feci e la loro concentrazione eccessiva determina miasmi poco gradevoli. 

Un eccesso di indicano nelle urine denota la presenza di disbiosi a livello dell’intestino tenue (o piccolo intestino), mentre alti livelli di scatolo individuano la disbiosi a livello dell’intestino crasso (o grande intestino). In condizioni normali l’Indicano e lo Scatolo sono sostanze presenti nelle urine soltanto in tracce.

In condizioni patologiche, invece, la loro concentrazione aumenta, superando un valore soglia.

Livello di Disbiosi:

1. Lieve: 10-20 mg/l

2. Media: 20-40 mg/l

3. Grave: 40-60 mg/l

Se lo scatolo risulta in eccesso è indice di una disbiosi putrefattiva localizzata nel crasso (il sintomo guida è la stipsi).

Se l’indicano risulta in eccesso è indice di disbiosi fermentativa localizzata nel tenue (il sintomo guida è il gonfiore e il cosiddetto mal di pancia).

Dieta come prevenzione e rimedio

La dieta, unitamente all’integrazione probiotica mirata, ha un ruolo primario nel contrastare la disbiosi intestinale e tornare ad uno stato di eubiosi e quindi di benessere psico-fisico.

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allergie alimentari

Le Allergie

L’allergia è l’espressione di un meccanismo di difesa da parte dell’organismo che cerca in tutti i modi di segnalare un suo disagio.

L’allergia nasce da “errori” di valutazione di alcune cellule del sistema immunitario (linfociti T) che iniziano ad impartire ordini ad altre cellule (linfociti B) di produrre anticorpi verso sostanze innocue (pollini di graminacee o altri alberi in fiore, pelo di animali, polvere, cibi).

Proprio per questo è una espressione di disagio dell’organismo, in quanto è bene chiarire che il problema non sono le sostanze verso cui si risponde in maniera eccessiva  e con le quali ci siamo evoluti per migliaia di anni in serena convivialità, quanto più uno squilibrio del sistema immunitario dell’organismo, in particolare di quella che definiamo “immunità acquisita”.

L’allergia è un esempio eclatante del distacco tra uomo e ambiente con il quale si instaura una vera e propria disarmonia.

Nel caso dell’allergia a un cibo specifico si procede innanzitutto con l’esclusione di quel cibo e di tutti i preparati alimentari che lo possono contenere e poi si lavora sull’intestino così come negli altri tipi di allergie (vedi articolo allergia e intestino).

Nel caso in cui l’allergene sia un polline o altro, il cibo può comunque aiutare perché si cerca di riequilibrare quella parte del sistema immunitario che si trova sbilanciato.

Ricordo a tutti voi che la gran parte delle cellule del sistema immunitario si trovano nel nostro intestino e una alimentazione equilibrata e personalizzata sui disagi del paziente riesce a operare un miglioramento progressivo nella capacità immunitaria di valutazione dell’organismo, finché questo smette di reagire a sostanze che non gli possono provocare alcun danno..

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carlo noro agricoltura biodinamica

Agricoltura Biodinamica: Intervista a Carlo Noro

Intervistiamo per voi, Carlo Noro, uno dei massimi esperti italiani di agricoltura Biodinamica.

Ho una immagine impressa di me bambina nel giardino di casa. Sono sotto un albero di mele dall’aspetto poco invitante. Ne prendo una e la mangio,  e poi ancora un’altra.  Che sapore! Che dolcezza! Ma soprattutto che meraviglia pensare a quel gesto condotto con naturalezza e spontaneità. Quel gesto che oggi non riuscirei a fare più.

Sarei assalita da 1000 dubbi: saranno trattate? Cosa sto mangiando?

Tutti questi dubbi nell’azienda di Carlo Noro e famiglia non esistono.  Si può ancora prendere una fragola o un’albicocca e mangiarla senza passare per lavaggi e disinfettanti vari. Nessun dubbio. Solo un tripudio di gioia per la gola e per lo stomaco, un senso di appagamento, di libertà, di congiunzione con la natura.

La prima cosa che vorrei chiederti, domanda che immagino ti avranno fatto in molti, è come nasce questa azienda, da quali spinte emotive. So che lavoravi in banca, una posizione ben remunerata, quindi credo non sia stato facile decidere di dedicarsi all’agricoltura.

La spinta emotiva è prettamente etica, personale. Ma inizio a spiegare come ho iniziato a lavorare in banca anche se non ho mai amato il lavoro di ufficio e la contabilità. Avevo titoli di studio tecnici professionali, ho studiato presso le scuole Salesiane per tipografo. Ero un linotipista,  mi occupavo di composizione meccanica, colui che scrive le “righe” che leggiamo sui libri. Uscito dalle scuole professionali ho aperto una tipografia, a 20 anni lavoravo 14 ore al giorno e non mi sentivo più padrone della mia vita. Non ho voluto continuare, ero giovane e lavoravo tante ore sotto stress. A un certo punto sono crollato e ho venduto la tipografia a uno degli operai che lavorava con me. Per i due anni successivi ho aperto un’agenzia assicurativa, alla ricerca di una mia identità professionale. Ho fatto servizi fotografici, mi occupavo di sport… Facevo tutto e niente.

Poi sono entrato in banca come ausiliario e vi ho lavorato per 22 anni. Facevo un po’ di tutto non avendo titoli fino a quando, dopo qualche anno di gavetta sono entrato come impiegato. Ma quell’ambiente non mi piaceva, me ne sono accorto subito, già dal terzo giorno di lavoro. All’inizio mi mandavano alla posta, a fare le fotocopie, ma guardavo questa situazione dal “di fuori” e mi vedevo da li a qualche anno dietro uno sportello a contare i soldi, fare una pratica, un fido , una contabile…  questa mia immagine non mi piaceva, sono andato in crisi. Quel giorno mi sono chiuso in bagno a piangere chiedendomi “ E adesso cosa faccio io della mia vita?” Ma sapevo che avevo un buon lavoro, ben pagato e invidiato da molti. Non sapevo cosa fare, stavo male, avevo bisogno di un supporto medico. Così un mio amico in banca mi ha suggerito di andare dal suo medico, un antroposofo, che sa studiare l’animo umano. La prima visita che feci me la ricordo bene perchè questo medico aveva dei problemi fisici, una gobba molto accentuata, e guardandolo ho pensato “ma lui che sta così poverino, vuole aiutare me?”. Questo medico mi ha dato la chiave di apertura della mia patologia… mi disse che avevo bisogno di una cura nutrizionale disintossicante e di un percorso interiore.  Tutto ciò è stato fondamentale per uscire da quel mio momento. Il mio medico è stato un punto di riferimento importante per me, un maestro di vita più che un medico.

La domanda chiave era : cosa ti rende veramente felice? Cosa vorresti fare?

A me piaceva l’agricoltura, io istintivamente credevo nella natura più che nella medicina… mio padre era agricoltore e sicuramente i miei mi hanno trasmesso la passione per il mondo agricolo e per la natura. Mio padre dovette abbandonare il suo lavoro dopo 3 anni di grandine.

Mi ricordo l’odore di mio padre, di rame e zolfo, che sono veleni per la natura e l’idea di fare l’agricoltore usando i veleni non mi piaceva. Ne parlai con il mio medico e lui mi aprì le porte a un mondo nuovo quando mi chiese: Conosci la Biodinamica?

Fu la chiave di svolta.

20-30 anni fa il mondo biologico e biodinamico non era pronto a sfidare la chimica. Oggi ti dico che in base alla mia esperienza e grazie anche ai grandi maestri che ho conosciuto – quando dico maestri parlo soprattutto di agricoltori, di mio nonno, dei “vecchi” del paese –  io sono pronto a dare una soluzione agronomica per avere del cibo sano.

carlo noro vigna

Quali sono le differenze tra biologico e biodimanico?

La biodinamica nasce prima del mondo biologico, anzi lo include e lo supera.

La differenza è grandissima. La biodinamica è un’evoluzione della biologia. Il biologico non è andato abbastanza a fondo nell’ambito agronomico e rispetto a questo la biodinamica, supportata dalla scienza, ha tanto da insegnare:

migliorare un terreno, fare delle concimazioni particolari, conoscere più profondamente la microbiologia di un terreno. Il percorso chimico va subito abbandonato perché ha intaccato la vitalità, la biologia di un terreno.

L’agricoltura biologica sta un po’ a cavallo, con degli errori madornali.

Il letame, ad esempio, soprattutto come sostanza iniziale va usato ma deve essere trasformato. La sostanza organica a livello microbiologico è una combinazione di sali di nitrati che deve essere demolita dalla microbiologia del terreno e la risonanza di questa trasformazione è l’humus. Il compostaggio, processo che porta alla formazione del compost usato da noi agricoltori, deve seguire dei processi altamente scientifici, biologici e microbiologici.

La pianta deve attingere dall’humus, non dalla sostanza organica. In questo l’agricoltura biologica manca.

La biodinamica sostiene che facciamo parte di un UNICUM e che tutto, compresi gli alimenti,  viene regolato da forze cosmiche, da energie che vengono anche dal cosmo (pianeti, venti…). L’osservazione del cielo viene ripresa e riscoperta. Mentre il biologico si ferma alle fase lunari, la biodinamica abbraccia tutto quello che veniva fatto anticamente. E’ così?

La nostra terra fa parte di un grande organismo vivente:  le maree, il percorso dei pianeti, tutto influenza e regola la natura. Da studioso ti dico che la biodinamica, volendo essere critico,  ha peccato di conoscenza perché ha studiato troppo le forze cosmiche, che assolutamente ci sono, ma ha tralasciato la base biologica pur avendo dei grandi supporti biologici che sono i preparati biodinamici. L’uomo, negli ultimi 100 anni,  ha peccato e sta peccando di presunzione nei confronti della natura ed è stato capace di inquinarla, cosa che non era mai successa prima.

Oggi abbiamo la conoscenza scientifica e la necrosi della mente dell’uomo. Si sta distruggendo la microbiologia del terreno e si giustifica l’utilizzo di inquinanti ( inclusi gli OGM, le centrali nucleari…) con grandi falsità. La verità è che l’uomo si sente onnipotente ed è assetato di potere. La bella notizia è che la biodinamica ha la soluzione a questo auto-distruggimento. L’uomo ha sbagliato e dobbiamo tornare indietro.

Che cosa sono i preparati biodinamici?

Sono dei supporti microbiologici che derivano da erbe officinali, da letame di mucca e da un minerale, il cristallo di rocca (silice). Questi elementi vanno a stimolare l’humus, da cui la pianta prende questi nutrienti. Il cristallo di rocca, micronizzato, dato sulle foglie stimola la fotosintesi della pianta rendendola più sana e forte. Sono dei concimi particolari che elaborati in modo molto particolare vanno a migliorare la vita della terra che sta morendo.

Alimentazione e Agricoltura Biodinamica

Come nasce la vostra azienda?

La nostra azienda nasce nel 1996-1997.

Ho comprato il terreno, vi ho costruito la casa e l’azienda utilizzando tutti i miei risparmi. Uno dei fattori che mi hanno fatto scegliere questo terreno a Labico è stato il freddo, necessario per la creazione dei preparati che utilizzo.  Dopo averlo comprato mi sono accorto che era un terreno altamente inquinato, ma non potevo andarmene per questo.

Era inquinato perché negli anni ’70 – ‘80 c’erano l’uva Italia, le pesche, le pere e le mele trattati con prodotti chimici: davano 22 trattamenti l’anno!

Su quel terreno avevo delle grosse difficoltà a fare l’agricoltura biodinamica.

Mi sono detto: o la biodinamica mi dirà come posso fare o da questo posto devo andare via. Il mio intuito e la mia voglia di farcela sono stati più forti. Non dormivo la notte per trovare la soluzione.

Ho ripreso il testo base di Steiner e mi sono scontrato con le idee della biodinamica europea.  Ho intuito però che il dosaggio di Steiner era troppo basso, perché aveva considerato le dosi in base al terreno dell’epoca. Dopo 80 anni, (nel 1997), l’inquinamento del terreno che avevo comprato era maggiore e quindi decisi per un lungo periodo di aumentare i dosaggi. A volte non basta la sola conoscenza scientifica, serve anche tanto intuito.

Mi ricordai di un mio amico, maestro e ricercatore che negli anni ’90 fu invitato a Chernobyl per dare un consulto scientifico circa l’inquinamento dovuto alla radioattività del cesio. Andò e disse agli scienziati che lo avevano invitato che a Chernobyl non dovevano far altro che la biodinamica, perché per digerire un inquinante ci vuole un organismo sano. Il mio amico e maestro invitò gli scienziati ad andare in Australia per insegnare loro la biodinamica che avrebbe potuto rigenerare quell’area così altamente inquinata, ma loro non andarono. Questa cosa mi fece riflettere, nel mio piccolo. Non avevo per fortuna un terreno inquinato dal cesio ma comunque il mio terreno andava rigenerato. Quindi ho aumentato il dosaggio e in 2-3 anni ho risolto il problema degli inquinanti, tutto provato dalle analisi chimiche convenzionali effettuate sul mio terreno.

La microbiologia del terreno è riuscita a dissolvere, a demolire quelle molecole tossiche. Oggi abbiamo gli strumenti per disintossicare la terra malata e inquinata, il biologico non ha lo strumento per farlo mentre i preparati biodinamici servono proprio a questo.

Quanto è importante che i nostri cibi siano sani se quel cibo deve essere la nostra medicina?

La qualità è a monte di tutto. Oggi l’alimento sano non c’è. Il mio compito come agricoltore biodinamico è quello di produrre un alimento sano. E noi dobbiamo essere affiancati da nutrizionisti che conoscono la biodinamica.

Il cibo sano può prevenire le malattie, può aiutarci a stare meglio sia fisicamente che mentalmente. L’alimento sano è alla base di tutto. Ma non si sta lavorando in questa direzione purtroppo.

Quello che manca è la prevenzione. Si interviene sempre quando c’è il problema mentre si dovrebbe indagare sulla causa della malattia e non curare il sintomo.

Un esempio pratico: ho una coltura di fagioli che nella fase della fioritura viene infestata dai pidocchi.  La domanda che oggi ne consegue è: che posso dare alla pianta per eliminare i pidocchi?

Ma la domanda dovrebbe essere: come faccio a fare in modo che non ci sia nessuna infestazione?

Viene dato alla pianta un prodotto naturale, in questo caso il piretro o rotenone, un insetticida di origine naturale o sintetica (piretroidi). Ma è la dose che fa il veleno. Così anche un insetticida di origine naturale  può essere dannoso.

Un esempio: sappiamo che sulla foglia si verifica gran parte del processo fotosintetico. Sulla foglia diamo un estratto di aglio, che è naturale, ma siamo sicuri che quella foglia è preparata per quella concentrazione di aglio? Interveniamo andando ad interrompere un processo di fotosintesi che intossica la foglia e che risulterà sicuramente  dannosa.

La prevenzione va fatta a monte!

Ci dobbiamo domandare dove abbiamo sbagliato per far venire tutti quei pidocchi su quelle piante.

La causa principale è una cattiva gestione del terreno (terra sana = pianta sana).

E ancora, perché non ci sono le larve delle coccinelle? Sono ghiotte di afidi che mangiano, puliscono la pianta e lavorano gratis per noi… ma le abbiamo uccise con gli insetticidi, anche se di origine naturale!

E’ difficile trovare biodinamico nei supermercati.

Purtroppo è vero, è presente solo in alcuni negozi specializzati.

Siamo fortunati perché a Roma c’è un’azienda zootecnica biodinamica, per i non vegetariani, una delle più grandi in Italia, che si chiama Agricola Boccea. Qui allevano le mucche da carne e fanno consegne a domicilio su Roma. Una grande fortuna per chi mangia carne  e acquista da loro perché è un prodotto sano. Se la carne non è buona è inutile mangiarla, anzi…

Ad esempio c’è chi è intollerante a uno o più ortaggi. Poi hanno mangiato quegli stessi ortaggi coltivati da me e non hanno avuto problemi.

Questo perché alcuni fitofarmaci che vengono dati all’ortaggio modificano la biologica della pianta e quindi possono alterare la vitamina o la proteina che quella pianta ha, aumentandone la tossicità, anche se il fitofarmaco ha origine biologica, naturale. Peggio ancora se l’animale mangia erba intossicata, perché l’animale si ammala proprio come accade all’uomo e noi poi mangiamo quella carne o quel formaggio “malato”.

Una curiosità tutta mia: che rapporto hai con le piante, ci parli?

Io la pianta la sento ma non ci parlo. Però molti miei amici lo fanno. Quando vedo una pianta io sento e vedo se non sta bene.

La pianta ha delle micro vibrazioni che però non dobbiamo confondere con quello che è per noi il sentimento. Lo stesso animale ha un sentimento diverso da quello dell’uomo, i percorsi evolutivi sono diversi.

Alimentazione e Agricoltura

Se vuoi scoprire piccole e semplici regole da seguire per imparare come migliorare la tua alimentazione quotidiana, sapendo scegliere quali cibi mangiare, prenota un appuntamento! Anche online, tramite Skype.

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allergie disturbi intestinali

Allergie alimentari e disturbi Intestinali

Le allergie e l’intestino: l’aiuto che viene dal cibo

L’allergia è l’espressione di un meccanismo di difesa da parte dell’organismo che cerca in tutti i modi di segnalare un suo disagio.

Si manifesta con una reazione di iperattività del sistema immunitario nei confronti di una o più sostanze normalmente innocue. In questa condizione il sistema immunitario rilascia una sostanza vaso attiva, l’istamina, la cui funzione è quella di neutralizzare la sostanza percepita come “invasore”.

Le malattie allergiche più comuni sono la febbre da fieno (rinite allergica stagionale), l’asma infantile, l’eczema infantile, l’orticaria e quelle alimentari. Si manifesta immediatamente, compare nel giro di pochi minuti dal contatto con la sostanza e implica l’intervento delle immunoglobuline E (igE) e dei mastociti (cellule del sistema immunitario). In soli 10 anni, gli allergici balzano dal 3-4 % della popolazione al 20 % (fino al 40 % nei bambini).

Ciò indica che non è un fatto ereditario (genetico) ma è soprattutto legato allo stile di vita estremamente cambiato negli ultimi anni dove stress, inquinamento, alimentazione sbagliata e uso improprio di farmaci rappresentano i fattori maggiormente predisponenti.

L’allergia ha radici lontane e la causa prima risiede nel periodo di formazione del sistema immunitario, ossia durante il primo anno di vita; si ritiene infatti che il tipo di allattamento, l’alimentazione materna, il tipo di svezzamento (tipo di alimento e frequenza di somministrazione) siano fattori importanti nel determinarne l’insorgenza. Ad esempio oggi sappiamo che l’uso precoce del latte di mucca, così come l’uso del latte artificiale da esso derivato, è associato a vari disordini del sistema immunitario tra cui innanzitutto le allergie. Le indicazioni che emergono dalla ricerca più recente sostengono di evitarne l’assunzione prima dei 12 mesi.

disturbi intestinali alimentari

Nel soggetto allergico, bambino o adulto che sia, il sistema immunitario è iperattivo, quindi l’obiettivo principale deve essere quello di riequilibrarlo, cercando di abbassare lo stato infiammatorio. Per fare ciò si parte dall’intestino poiché in questo organo risiede l’80 % del sistema immunitario nel bambino e il 60 % nell’adulto.

Impensabile non pensare al cibo. È noto che la possibile variazione o riduzione di un alimento che nel soggetto causa infiammazione può determinare un’attenuazione o la scomparsa della sintomatologia allergica respiratoria. Contemporaneamente una corretta integrazione di sali minerali e probiotici può favorire il riequilibrio dell’attività del sistema immunitario. Si può intervenire riducendo gli alimenti che contengono istamina come insaccati, uovo, carni soprattutto di maiale, cioccolato, tutti i prodotti pronti che contengono glutammato, alcuni pesci tra cui le alici e le sarde etc…

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In conclusione possiamo affermare che anche in caso di allergie non strettamente alimentari il cibo ci viene in aiuto, ricordandovi però che la soluzione migliore è sempre quella della prevenzione.

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