TEST PER LA DISBIOSI? Si grazie
La cattiva digestione è la radice di tutte le malattie (Ippocrate, V secolo A.C.)
Quando si parla di “MICROBIOTA UMANO” ci si riferisce all’insieme di tutti i microorganismi che vivono in simbiosi con il corpo umano. Non solo batteri, ma anche funghi, virus, protozoi e parassiti.
Le cellule microbiche sono circa 100 trilioni, 10 volte quelle che compongono il corpo umano, ci sarebbe quasi da chiedersi: “chi ospita chi?”. I geni umani sono circa 30.000, quelli microbici circa 3 milioni (il loro genoma è almeno 100 volte superiore al nostro) e gran parte dei loro geni sono messi a disposizione per svolgere funzioni per noi vitali. Solo a livello intestinale troviamo 1000-2000 specie microbiche diverse.
Eubiosi e disbiosi intestinale: cosa si intende?
Il termine eubiosi deriva dal greco, “eu: buono – bios:vita”, ossia “buono per la vita”, “benefico per l’organismo”. Un buon equilibrio e funzionamento del microbiota viene definito eubiosi intestinale. Se abbiamo un intestino eubiotico molto probabilmente godiamo di una buona salute, manteniamo in buon equilibrio il sistema immunitario e quindi ci ammaliamo poco, dormiamo bene, ci sentiamo in salute.
Disbiosi
Per disbiosi (“dis:cattivo”) si intende una alterazione quantitativa e qualitativa delle varie specie microbiche che popolano l’intestino.
La disbiosi intestinale si può manifestare con un ampio ventaglio di sintomi, anche extra-intestinali:
- Cattiva digestione e alterazione del transito intestinale (stipsi, diarrea, gonfiore, meteorismo, alitosi, flatulenza, tensione addominale, dolore addominale, nausea, vomito)
- Suscettibilità alle infezioni dovuta a una diminuzione delle difese immunitarie
- Probabilità di micosi nell’intestino come ad esempio candidosi, cistiti e vaginiti nella donna
- Disturbi di carattere generale come nervosismo, disturbi del sonno, ansia, stanchezza, astenia e cambiamenti dell’umore
Disbiosi fermentativa e putrefattiva
In linea generale possiamo dire che esistono due tipi di disbiosi: fermentativa e putrefattiva.
Nel primo caso vi è una sovracrescita batterica di tipo fermentante i carboidrati e povera di frutta e verdura, nel secondo caso sono coinvolti un eccesso di microbi che metabolizzano le proteine e i composti azotati ed è quindi favorita da un dieta troppo ricca in proteine, grassi saturi e molto povera di fibre.
È possibile eseguire un test per la disbiosi che ci aiuti a differenziare il tipo di disbiosi (fermentativa o putrefattiva), se presente. Il test per la disbiosi intestinale si esegue facendo una analisi su un campione di urina e andando a verificare la quantità di due metaboliti del triptofano, l’indicano e lo scatolo
Livelli di Indicano e scatolo

La concentrazione di indicano riflette la presenza di fenomeni putrefattivi ad opera di alcuni tipi di batteri (Proteus e Klebsiella).
Il processo putrefattivo da luogo alla formazione di sostanze endotossiche (ammoniaca, scatolo, indolo, fenolo) che possono risultare tossici per il fegato. Indolo e scatolo sono altresì responsabili dell’odore delle feci e la loro concentrazione eccessiva determina miasmi poco gradevoli.
Un eccesso di indicano nelle urine denota la presenza di disbiosi a livello dell’intestino tenue (o piccolo intestino), mentre alti livelli di scatolo individuano la disbiosi a livello dell’intestino crasso (o grande intestino). In condizioni normali l’Indicano e lo Scatolo sono sostanze presenti nelle urine soltanto in tracce.
In condizioni patologiche, invece, la loro concentrazione aumenta, superando un valore soglia.
Livello di Disbiosi:
1. Lieve: 10-20 mg/l
2. Media: 20-40 mg/l
3. Grave: 40-60 mg/l
Se lo scatolo risulta in eccesso è indice di una disbiosi putrefattiva localizzata nel crasso (il sintomo guida è la stipsi).
Se l’indicano risulta in eccesso è indice di disbiosi fermentativa localizzata nel tenue (il sintomo guida è il gonfiore e il cosiddetto mal di pancia).
Dieta come prevenzione e rimedio
La dieta, unitamente all’integrazione probiotica mirata, ha un ruolo primario nel contrastare la disbiosi intestinale e tornare ad uno stato di eubiosi e quindi di benessere psico-fisico.
